La Piramide Alimentare
Il nostro impegno per vivere bene

News 12 set 2017

Sapevate che la Regione Toscana insieme all'Ars (Agenzia regionale sanità) e ad alcuni studiosi e ricercatori hanno valutato una piramide alimentare prettamente toscana?

La piramide prevede una serie di raccomandazioni per vivere bene, nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni gastronomiche toscane.
70 alimenti di cui 65 prodotti tipici toscani.

Al primo gradino si trovano gli alimenti da consumare più spesso e addirittura più volte al giorno, come nel caso di frutta e verdura,
In base alla stagione si può spaziare dal cavolo nero riccio di Toscana al pomodoro costoluto fiorentino, dagli spinaci della Val di Cornia alla zucchina mora pisana, da sposare con la rinomata cipolla di Certaldo.

Per la frutta possiamo iniziare con le mele della Valdichiana, il mirtillo della Montagna pistoiese, le ciliegie di Lari, la pesca regina di Londa e tante altre varietà da scegliere moderando il consumo della frutta più zuccherina, come uva e fichi.

Salendo di uno scalino, si entra nel grande e gustoso mondo dei cereali trasformati in pane, pasta e prodotti da forno.

Per i cereali la Toscana può essere assolutamente autonoma: si può quindi scegliere fra l’ottimo farro della Garfagnana e il riso della Maremma, la bozza di Prato e l’intramontabile pane toscano a lievitazione naturale.

Sullo scalino siede anche il re dei condimenti, l’olio extravergine di oliva toscano, dalle tante virtù benefiche per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, dei tumori, dell’ipertensione e del diabete, ma da consumare con moderazione per l’elevato contenuto calorico.

Salendo ancora di un livello, s’incontra il gruppo dei legumi, della frutta secca e del latte. La Toscana offre l’imbarazzo della scelta, fra fagiolo cannellino, zolfino, di Sorana, cece piccino del Valdarno o rugoso della Maremma, per non parlare del latte e delle sue eccellenze, dalla Maremma al Mugello.

Al quarto scalino si incontrano pollame e pesce; per la carne bianca, meglio se di animali ruspanti, e per il pesce, via libera anche due volte a settimana: fresco o surgelato, in particolare il pesce azzurro, ricco di omega-3.

La scelta per chi vuole rimanere in Toscana include sarde, acciughe, pesce spada, spigola, orata, trota, palamita e pollo del Valdarno.

Al penultimo gradino gli alimenti da consumare saltuariamente: formaggio, utile per le ossa ma ricco di grassi saturi, come anche le uova e la patata, ricca di amido e povera di fibre, da non consumare in sostituzione della verdura. Tra i sapori locali: pecorino e ricotta toscana, raveggiolo, la rossa patata di Cetica e le tante altre coltivate nella regione.

Sesto e ultimo gradino riservato agli alimenti da consumare raramente. Pochi sì ma che siano buoni e locali!
Come l’insostituibile bistecca alla fiorentina, la finocchiona, il salame e il prosciutto toscano e qualche sfizio dolce, possibilmente fatto in casa, come la schiacciata alla fiorentina, i cenci, i biscotti zuccherini o la schiacciata con l’uva quando è di stagione, i cantucci, la zuppa del duca e lo zuccotto!

Il nostro amato vino?
solo ai pasti e con moderazione, per un totale di due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne. acqua a volontà, uno o due litri al giorno, soprattutto in estate e dopo l’attività fisica. Il tutto è da condire con una dose costante di sport e movimento quotidiano.

La Toscana infatti ama la buona tavola.. ma anche la buona vita delle passeggiate in mezzo alla natura a piedi, in bici o a cavallo!
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